sabato 30 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

piccolo abitante del vaso di aloe

nel vaso con la mia aloe preferita che ha ormai due anni gironzola il mio amico gargo.
è un incrocio fra un goblin e un gargoile, ma è davvero carino e lo sa bene, guardate come posa il ...
VANITOSETTO!!!
è già da un po' che vive lì ed è un po' sporchino, ma guai a spostarlo, si perde sempre!
e poi è tutto un cercarlo, mi sa che lo lascio lì.

venerdì 8 ottobre 2010

ipazia

un po' austera? forse.
"Ipazia nacque ad Alessandria dove fu allevata ed istruita. Poichè aveva più intelligenza del padre, non fu soddisfatta dalla sua conoscenza delle scienze matematiche e volle dedicarsi anche allo studio della filosofia.
La donna era solita indossare il mantello del filosofo ed andare nel centro della città. Commentava pubblicamente Platone, Aristotele, o i lavori di qualche altro filosofo per tutti coloro che desiderassero ascoltarla. Oltre alla sua esperienza nell'insegnare riuscì a elevarsi al vertice della virtù civica.
Fu giusta e casta e rimase sempre vergine. Lei era così bella e ben fatta che uno dei suoi studenti si innamorò di lei, non fu capace di controllarsi e le mostrò apertamente la sua infatuazione. Alcuni narrano che Ipazia lo guarì dalla sua afflizione con l'aiuto della musica. Ma la storia della musica è inventata. In realtà lei raggruppò stracci che erano stati macchiati durante il suo periodo e li mostrò a lui come un segno della sua sporca discesa e disse, "Questo è ciò che tu ami, giovanotto, e non è bello!". Alla brutta vista fu così colpito dalla vergogna e dallo stupore che esperimentò un cambiamento del cuore ed diventò un uomo migliore.
Tale era Ipazia, così articolata ed eloquente nel parlare come prudente e civile nei suoi atti. La città intera l'amò e l'adorò in modo straordinario, ma i potenti della città l'invidiarono, cosa che spesso è accaduta anche ad Atene. Anche se la filosofia stessa è perita, il suo nome sembra ancora magnifico e venerabile agli uomini che esercitano il potere nello stato.
Così accadde che un giorno Cirillo, vescovo della setta di opposizione [il cristianesimo], passò presso la casa di Ipazia, e vide una grande folla di persone e di cavalli di fronte alla sua porta. Alcuni stavano arrivando, alcuni partendo, ed altri sostavano. Quando lui chiese perché c'era là una tale folla ed il motivo di tutto il clamore, gli fu detto dai seguaci della donna che era la casa di Ipazia il filosofo e che lei stava per salutarli. Quando Cirillo seppe questo fu così colpito dalla invidia che cominciò immediatamente a progettare il suo assassinio e la forma più atroce di assassinio che potesse immaginare.
Quando Ipazia uscì dalla sua casa, secondo il suo costume, una folla di uomini spietati e feroci che non temono né la punizione divina né la vendetta umana la attaccò e la tagliò a pezzi, commettendo così un atto oltraggioso e disonorevole contro il loro paese d'origine. "
Vita di Ipazia - Dalla Vita di Isidoro di Damascio, riprodotta nel Suda

mercoledì 6 ottobre 2010

signorina mOdestia

è scatenata...
è così per le bambole, una tira l'altra. questa è sagomata e articolata, anche...

è incompleta, ancora intenta ad acconciarsi i capelli... ma, a dire di signorina mOdestia, è bella, BeLLiSSiMa, non poteva chiamarsi altro che ELENA

martedì 5 ottobre 2010

mucchetta e bambolina di signorina mOdestia

dopo l'orsetto di Viola, signorina mOdestia, cioè io, è stata di nuovo riafferrata dall'iRREFRENAbile passione per le bambole e i pupazzi.
ma dato che con i ferri signorina mOdestia è un'ameba, ci son voluti giorni e giorni per relizzare questo misero traforo sulla manicuccia.
il mutandone bordato di pizzo si sa è una necessità, e qualche altro secoletto ci è voluto.
per il calzino ha fatto presto, taglia baby, merceria sotto casa.
i capelli sono la vera passione di signorina mOdestia.
dieci giorni per trovare proprio quel punto di marrone, e sei sette mesi per montare i capelli, uno a uno, infilati annodati e cuciti.
ma che soddisfazione, tanti tanti arruffati e capricciosi.
non potevano mancare due occhietti luminosi, un magico sorriso e un vezzoso nastrino.
e già che c'era, signorina mOdestia ha strafatto: bottoncini lunari.
le mucchette si sà, non hanno i capelli, ma zoccoli e cornini danno il loro bel da fare.
tutto sommato signorina mOdestia è davvero gongolante....

mercoledì 15 settembre 2010

borsina in feltro

la mia amica Poce del forum ricamiamo insieme, aveva espresso il desiderio di un consiglio per una borsina in feltro.
premetto che non amo il feltro.
mi ricorda troppo il freddo e non mi piacciono i pelucchi che fa dopo un po' di maneggiamenti.
però devo riconoscere che è un materiale duttile e veloce.
si trova in molti colori e, talvolta, solo talvolta però, si trovano pezze economiche.
avevo un po' di lilla, ve l'ho detto che da un po' mi affascina il lilla???
è fresco ed estivo. e così, voglia di estate che finisce e feltro ecco a voi:
non male, eh?
oh, e questa manina birichina di chi sarà?
baciotti care, oggi ho ripreso la scuola e quindi, non so che frequenza avrò qui...
ma mi aspetto grandi cose...

mercoledì 8 settembre 2010

il mio portalavoro

giringirando ho incontrato itokitumugi la mia amica del blog ombre et lumiere. da lì, passeggia che ti passeggia sono arrivata al blog di ariel voice e precisamente QUI. purtroppo non ho idea di come lasciarle un commento per farglielo sapere. magare se itoki passa di qui... oppure dovrò imparare il giapponese.

mi sono innamorata di questo suo portalavoro con i dettagli in boutis così raffinati. tanto che ho deciso di farmene uno uguale.

ovviamente non è affatto venuto uguale, forse, lontanamente, simile.

il suo ha preziosi e precisissimi dettagli, il mio è un elogio all’imperfezione, ma mi piace da morire come è venuto ed è utilissimo e capientisimo.

eccolo qua, chiuso.

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potevano mancare qualche punto e perlina? certo che no ed ecco sui fiorellini stampati sulla mia tela patchwork lilla qualche punto vapore e una perlina di vetro color del sole.

questo è il dietro.

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anche qui mi è scappato un solitario fiorellino.

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è questo è il portalavoro aperto.

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5o cm di appassionato groviglio di idee.

notare il bottoncino che chiude i lembi… madreperla con rosellina di seta. non chiedetemi come li ho accrocchiati insieme, è stato il sogno di una notte di mezza estate dopo aver inutilmente frugato nelle scatole dei bottoni e aver realizzato che non ne esisteva uno degno, figuriamoci due….

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primo lembo aperto, portaaghi, taschina aperta e doppiatasca con patta.

rosellina di seta sul portaaghi... DSC05260

mi sono deliziata con tasche in boutis.

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e con questi nascondigli...

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altro fiorellino p.vapore e perlina con foglioline a punto rammendo.

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parte centrale: armamentario della perfetta ricam-cucit-uncinettatric… eccetera eccetera…

cordoncini in seta che reggono fili, spolette e spagnolette.

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tascona in aida avorio con ricamone matildoso (ricordate a volte ritornano?), forbicine con nastrino, punteruolo con nappina, uncinetto, spingispilli, pennarello nero, matita per decalcabili, pinzettona per le mie bambole, mitica penna evanescente.

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dettaglio chic: rosellina di seta con fiocchetto di organza.

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terzo settore: tasca porta telaio.

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qua mi è sfuggita la cosa e il ricamo ha preso piede, mi sono fermata altrimenti questo portalavoro non avrebbe visto la fine.

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e dulcis in fundo, altra tasca nascosta sotto il telaio e chiusa con una chiusura lampo applicata malissimo in una strepitosa notte di fine estate durante un temporalone che scrosciava.

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ora è già pieno del prossimo lavoro in preparazione. è una cosa dolcissima e per una persona speciale.

e poi… va be’ il resto a domani, notte notte.